Archive for March, 2006

Sicurezza - A riparo dagli hackers con Sygate Personal Firewall

Uncategorized March 31st, 2006

Una guida su Sygate Personal Firewall un noto programma per proteggerci dagli intrusi sul nostro pc. Programma freeware, potente e molto utile. Tra le caratteristiche principali del programma: regole riguardanti le applicazioni, gli indirizzi IP di fiducia, le porte, i protocolli, avvisi con PopUp, blocco dei Cavalli di troia o di altri intrusioni indesiderati, File di Log e molto altro

Introduzione all’uso del Personal Firewall.

Questo firewall garantisce al vostro computer di essere al riparo da hacker
e da chiunque voglia inserirsi abusivamente nel vostro computer. Le regole
riguardanti le applicazioni, gli indirizzi IP di fiducia, le porte, i protocolli
e la programmazione possono essere personalizzati per supportare qualsiasi
configurazione di rete. Sygate Personal Firewall rileva anche i trojan horse
per mezzo di una tecnologia di rilevazione delle intrusioni basata sugli host
e sulle applicazioni: il possibile attacco viene immediatamente notificato,
con la possibilita’ di fermare ulteriori attacchi. In questa nuova versione
e’ stato aggiunto il supporto per VPN, migliori prestazioni del motore di
protezione, supporto per Windows XP.

Sito produttore: http://soho.sygate.com

Pagina download: http://soho.sygate.com/free/default.php

Licenza: Freeware per uso personale.

Compatibilità: Windows 98, Windows XP, Windows ME, Windows 95, Windows
2000, Windows NT

System Try Icon

La prima cosa che noterete dopo aver installato il programma è la try icon,
cioè l’icona accanto all’orologio.L’icona è animata se siete connessi ad una
lan o ad internet, e le due freccie possono assumere vari aspetti,ecco l’icona.

la freccia rivolta in giù indica il traffico in entrata, mentre quella in
sù indica quello in uscita, quando la freccia assume colore blu vuol dire
che in quella direzione si sta dirigendo il traffico altrimenti è grigia;
se è rossa vuol dire che il traffico è in attesa di dirigersi in quella direzione.
Ecco la tabella delle icone coni vari significati:

Icone Significato
Il programma è in stato di allerta.

Il traffico in entrata è stato approvato dal firewall,non c’è traffico in uscita.

Sia in uscita che in entrata,il traffico è stato accettato dal pogramma.
Non c’è traffico in entrata,il traffico in uscita è stato accettato.
Potenziale traffico in entrata è stato accettato,traffico in uscita approvato.
Traffico in entrata bloccato,non c’è traffico in uscita.
E’ stato bloccato in uscita ed in entrata il traffico.
Non c’è traffico in entrata,il traffico in uscita è stato bloccato.
Traffico in entrata approvato,traffico in uscita bloccato.
Non c’è nessun traffico.

Nascondere la try icon.

Dal menu Tools cliccare su Hide system try icon, per mostrarla di nuovo cliccare
su show system try icon.

Modalità Alert.

Se l’icona nella try bar assume un’apparenza strana non preoccupatevi, semplicemente
il programma è in uno stato di allerta, sta ricevendo segnali e quindi monitorando
la vostra connessione. Nella try icon vi basta cliccare col destro del mouse
e potete impostare il programma su Normal, se invece volete consentire tutto
il traffico sia in uscita che in entrata, allora cliccate su Allow all altrimenti
se volete bloccare tutto il traffico cliccate su Black all, mettete che vi
dovete allontanare per un pò.

Messaggi pop-up.

Quando avete avviato il programma ed esso risiede nella try icon se avviate
un programma qualunque, il firewall vi lancerà una finestra di pop up simile
a questa:

come vedete avevo lanciato Internet explorer, il firewall lo conidera traffico
in uscita, quindi mi sta chiedendo se voglio consentire al programma di accedere
ad internet, se siete connessi è ovvio che vogliate usare internet explorer
quindi rispondete Yes, se invece si tratta di un programma tipo Word che avete
avviato mentre eravate connessi e che non vi serve per accedere ad un servizio
internet potete benissimo rispondere no, l programma continuerete ad usarlo
senza che però possa mandare informazioni alla rete. Questo ragionamento va
bene per qualunque programma,se poi volete far ricordare la riposta al programma
allora spuntate l’opzione “remember my answer,and don’t ask me..”.

Cavalli di troia.

Il firewall ci protegge sia dagli hacker, cracker, ma anche dai cavalli di
troia (trojan Horse) cioè dei virus che un malintenzionato cerca di inserire
nel nostro registro di sistema per controllare il nostro pc da remoto, un
messaggio che vi può apparire è il seguente:

in questo caso trattandosi di dati in entrata vengono bloccati
immediatamente.

Applications.

Andate nel menu Option oppure cliccate col destro sulla try icon e scegliete
la voce applications. Ora vi appare questa finestra:

quelle che vedete sono tutte le applicazioni che sono state monitorate durante
la connessione, cioè quelle per cui il firewall vi ha chiesto il permesso
di accesso alla rete. Come vedete nella colonna Access avete la parola allow
che vuol dire permesso concesso, ask invece vuol dire che quando avvierete
di nuovo quel programma vi saarà di nuovo chiesto il permesso. Se volete cancellare
l’intera lista cliccate su remove all’effeto sarà che il firewall dovrà di
nuovo chiedervi se consentire l’accesso o meno ai programmi in questione,
tralasciate advanced.

Logs.

Nel menu Tools cliccate su logs e scegliete security logs.Nella finestra che
vi compare dal menu View cliccate su Traffic logs:

quello che vedete è tutto il traffico della rete quando vi siete connessi,
nella colonna Time vedete due freccie, quella rivolta a destra vuol dire traffico
in uscita, mentre l’altra è in entrata, infatti ne avete un responso nella
colonna Direction. Nella colonna Action avete la risposta che avete dato al
programma, vediamo di esaminare solo il primo log, bene capiamo che il 19
luglio 2002 alle ore 20.34 usando il protocollo tcp/ip (quello che normanlmente
usate per le connessioni) un programma residente sul mio pc ha tentato di
accedere alla rete, nel mio caso si tratta della posta elettronica e precisamente
dell’account libero.it usando la porta di connessione 25 che è quella normale
per la posta in uscita, naturalmente stavo usando la posta quindi ho permesso
l’accesso, l’ip locale indica l’ip della mia macchina.Col tempo questa lista
può diventare lunga quindi vi conviene cancellarla ogni tanto cliccando su
clear dal menu File. Se invece volete esportarla allora cliccate su export,
se volete filtrare i dati, potete scegliere dal menu Filter la voce 1 days,
cioè i dati dell’ultimo giorno, oppure 2days gli ultimi due giorni.. Se volete
ricevere più informazioni su un log, vi basta selezionarlo col mouse, e se
siete connessi dovete cliccare su back trace dal menu Action.Quando siete
connessi potete avere un resoconto di quello che sta succedendo semplicemente
avviando la console principale, cioè vi basta cliccare due volte sulla try
icon, poi dal menu view cliccate su connection details, così da avere i dettagli
della connessione.

Option.

Dal menu Tool cliccate su option, adesso siete nella scheda General. Se volete
che il programma venga avviato insieme a Windows allora spuntate l’opzione”Automatically
load sygate at start up”. Se poi volete che siano ricercati automaticamente
degli aggiornamenti al programma allora spuntate la seconda opzione”automatically”
check for update”. Potete far bloccare tutto il traffico sia in uscita che
in entrata mentre lo screen saver è attivo,per questo spuntate l’opzione”black
all traffic while screen saver is active” e se volete che sia invisibile la
try icon allora spuntate l’opzione”Hide sygate…”.Potete impostare anche
una password per proteggere il programma, mettiamo che siate in molti ad usare
il pc. Andate nella seconda scheda, qui dovete impostare quale collegamento
internet usate, poi lasciate spuntata la seconda opzione, mentre la terza
serve a consentire ad altri in rete di condividere con noi le nostre stampanti
e i nostri files, cioè permettergli dii esplorare il nostro hard disk, ovvio
che devono essere utenti che già sono autorizzati da voi. Nella terza scheda
potete fare in modo che quando ricevete un tentativo di attacco che potete
vedere nel log potete subito inoltrarlo al vostro provider, per farlo spuntate
l’opzione “notify immediately”poi nel campo from inserite la vostra e-mail
e nell campo to l’e-mail del vostro provider, dovrebbe essere del tipo abuse@provider,
per libero è abuse@libero.it nel campo subject scrivete abuso. In ultimo se
volete testare la vostra sicurezza cliccate sul pulsante test, dovete essere
connessi. La guida è finita se volete scrivermi fatelo al seguente indirizzo.

Autore della guida: Tony Mercurio

Siti web:

http://www.tonyfree.too.it

http://www.sharemanuals.too.it

Hardware - Guida di base sui vari componenti Hardware di un computer

Uncategorized March 31st, 2006

Una guida di base sui componenti hardware più importanti di un computer: il Case, la Scheda madre, il Bios, Slot di espansione, Porte seriali e parallele, la Ram, la CPU o processore, Connettori, ecc….

Cos’è il Case?

Cominciamo dal primo passo. Innanzi tutto ci troviamo davanti un mobiletto
che solitamente può prendere tre forme:

Desktop: che si sviluppa orizzontalmente

Mini Tower: come dice il nome è una torre piccola che solitamente ha
2 slot da 5″1/4 (per cd rom o per i vecchi dischetti) e uno da 3″1/2
e ha uno sviluppo verticale

Midi Tower: come sopra ma essendo più alto ha maggiore spazio all’interno.
Si possono trovare anche due slot in più (uno da 5″1/4 e uno da
3″1/2)

High Tower: come sopra ma utilizzata soprattutto per i server

Solitamente per aprire un case si deve solo svitare circa 8 viti con un normale
caccivite a croce. Una volta terminata l’operazione ci si trova davanti un grumulo
di fili e di schede. Cominciamo ad esaminare i singoli componenti.

Scheda madre

A seconda del case, la scheda madre (o motherboard) può essere posizionata
orizzontalmente (nei desktop) o verticalmente (nei tower). A questo componente
fondamentale si collegano tutti gli altri accessori del computer. Esistono in
commercio vari tipi di schede madri caratterizzate da un chipset. Il chipset
è quel chip che gestisce tutti i segnali di input e output di ogni singolo
componente. Il codice di questo integrato identifica molto spesso la scheda
madre. Per esempio una mother board con chipset Lx viene definita yyyy Lx. Questo
perchè la sigla indica in parte che processore o che componenti si possono
untilizzare. Ecco alcuni esempi: i chipset di tipo Fx erano i primi a supportare
lo slot one (quello per PII) ma non sono in grado di supportare una velocità
di bus superiore ai 66 Mhz.

Il mercato offre due formati pricipali per le schede madri e di conseguenza
anche per i tower:

1) AT: E’ il formato utilizzato dalle schede per i 486 e i primi pentium. E’
di dimensioni contenute rispetto al formato ATX, solitamente si sviluppa orizzontalmente.
Non permette lo spegnimento automatico e la sospensione della sezione di lavoro.
Le contenute dimensioni del case permettono, in caso di overclock un raffreddamento
non sempre sufficente.

2) ATX: E’ il formato delle nuove schede madri. Ha dimensioni maggiori rispetto
al formato AT e permette di utilizzare alcune funzioni innovative: previa configurazione
del bios, il sistema è in grado di effettuare lo spegnimento automatico
e la “sospensione”. Hanno un connettore di alimentazione differente.
Solitamente è presente un interruttore che permette di alimentare la
scheda madre dato che, secondo lo standard ATX, la piastra verrebbe sempre tenuta
sotto tensione dato che sbalzi eccessivi e frequenti di corrente potrebbero
alla lunga danneggiare alcuni componenti.

Il Bios

Un altro elemento molto importante è il bios. Questo è un
chip di tipo riscrivibile (infatti il bios si può facilmente aggiornare)
e solitamente è indentificabile per il suo maggior spessore rispetto
agli altri chip della scheda madre. Il bios si attiva all’ avvio utilizzando
il tasto che viene indicato (solitamente del o F1). Da bios si possono modificare
molte caratteristiche come per esempio la gestione avanzata dell’ energia, il
numero di Haed Disk ecc. Se non si è a conoscenza di che scheda madre
si è in possesso, lo si può dedurre leggendo il numero del bios
(lo si legge al boot) e cercandolo in questo sito: http://www.ping.be/bios

Pin & Jumper

Sulla scheda madre di trovano anche alcuni piccoli elementi. Solitamente sono
piccole punte di metallo con sopra piccoli pezzi di plastica colorati che li
uniscono. I primi vengono chiamati pin (dall’ inglese “spillo”) mentre
i secondi jumper (dall’inglese “ponticelli”). La scheda interpreta
il diverso posizionamento dei vari jumper come delle semplici istruzioni da
seguire. Nel manuale di ogni scheda madre vi sono elencate le varie combinazioni.
Se questi piccoli ponticelli vengono configurati in un certo modo si può
richiedere che venga cancellata la CMOS (memoria dove sono conservati i dati
del pc come per esempio il numeri di cilindri del proprio Hard Disk) o che venga
cancellata la password impostata da bios e infine, attraverso il posizionamento
di questi jumper, si deve indicare la frequenza del proprio processore. Solitamente
se si acquista un computer nuovo questi vanno lasciati dove si trovano se non
si è a conoscenza del loro funzionamento.

Slot di espansione

Passiamo ai veri mezzi di comunicazione tra scheda madre e schede di espansione.
A secondo della marca e del modello della propria motherboard possono essere
presenti un numero variabile di slot (dall’inglese “aperture”). Ne
esistono di quattro tipi:

  • PCI: sono di colore bianco. La frequenza del bus PCI dipende da quella del
    bus frontale in base ad un divisore. Se il bus frontale è sotto i 100
    Mhz (solitamente è a 66Mhz) questo divisore è 2. Se invece i
    bus frontale è superiore ai 100 Mhz, come per esempio 113,5 133 ecc,
    il divisore diventa 3. Vengono utilizzati per collegare al pc gli elementi
    più comuni come per esempio un modem interno o una scheda audio.
  • ISA: sono di colore nero. la frequenza del bus ISA è indipendente
    da qualsiasi altra frequenza ed è di circa 8,3 Mhz. Si possono collegare
    vecchie periferiche a 16 bit come una scheda audio.
  • VESA: sono presenti in computer molto vecchi e servono per collegare schede
    video di tipo VESA. Sono simili a quelli ISA, quindi di colore nero, ma sono
    più lunghi.
  • AGP: Il bus AGP funziona, fino agli 83 mhz, alla stessa velocita’ del bus
    principale, dai 100 in su a 2/3 di tale velocita’, quindi il rapporto e’ lo
    stesso come col bus pci.

Vediamoli nell’immagine i componenti principali:

1. Bus ISA

2. Bus PCI

3. Bus AGP

4. Porte seriali e parallela

5. Porte USB (Universal serial bus)

6. Tastiera

7. Alimentazione

8. Slot One

9. Slot One

10. Chipset

11. Bios

12. Batteria al Litio

13. Connettore floppy

14. Quattro banchi di Ram DIMM

15. Connettori EIDE

Quindi l’ EEPROM del bios è questo integrato, in basso
a sinistra. I 4 bus PCI sono in alto a sinistra e i due ISA sono a fianco di
quelli PCI, sull’estrema sinistra. Il bus AGP è di fianco all’ ultimo
bus PCI e solitamente è di colore marrone scuro. In alto, proprio sul’estremità
si possono notare le porte seriali (solitamente 2) e la parallela

USB

Sulle schede più nuove vi sono anche due porte USB. L’usb è una
nuova tecnologia che permette di connettere fino ad un massimo di 127 periferiche
a cascata. Oggi, però, esistono solo pochissimi componenti che supportano
questa tecnologia come per esempio alcuni scanner e le telecamere.

Porte seriali e parallele

Si deve ricordare che le porte parallele sono più grosse, consentono
il transito dei bit in parallelo (quindi sono teoricamente più veloci)
e solitamente vi si attaccano componenti come le stampanti. Invece, le porte
seriali sono più piccole, permettono il transito dei bit solo uno dopo
l’altro e vi si collegano periferiche come per esempio mouse e modem esterni.

Batteria al Litio

Non si deve dimenticare che una scheda madre per funzionare correttamente
e per tenere memorizzati i dati del bios deve essere dotata di una normale batteria
al litio e quindi questa dovrà essere periodicamente essere sostituita
(ogni 5 o più anni).


RAM

Sempre nell’immagine precedente notiamo nella parte inferiore alcuni strani
connetori. Questi sono 4 e di colore nero. Proprio qui si possono collegare
i moduli di RAM (Random access memory). La RAM è una memoria molto importante:
qui vengono stivati i dati ancora in elaborazione e grazie a tempi di accesso
molto veloci (anche fino a 10 ns) velocizza l’intero sistema. Molta RAM, per
esempio, evita che un sistema operativo molto “pesante” come Windows
9x utilizzi in modo eccessivo il file di swap (che si trova nella directory
di Windows, con nome win386.swp dove vengono momentaneamente immagazzinati i
dati in transito), velocizzando l’intero sistema.

Come si può facilmente notare in questo caso i connettori
(in alto) sono di colore bianco e sono leggermente più corti. Infatti
esistono diversi tipi di RAM:

  • Moduli SIMM: sono di vecchio tipo, esistono banchi da 30 o 72 contatti.
    Hanno solitamente tempo di accesso non inferiore ai 50-60 ns. Su motherboard
    per Pentium devono essere moltate in numero pari dato che l’ampiezza del bus
    è di 64 bit e ogni modulo è di 32 bit. Per inserire così
    come per togliere ciascun modulo, lo si deve inclinare di 45°. Solitamente
    i moduli SIMM sono di tipo EDO. Alimentazione a 5 V.
  • Moduli DIMM: sono il nuovo tipo di memoria RAM ormai ampiamente diffusasi.
    I moduli DIMM sono stati creati appositamente per superare il problema del
    bus a 64 bit. Infatti dato che ogni modulo ha il bus ampio appunto 64 bit
    possono essere motati anche in numero dispari.

La velocità di accesso si legge sui chip di ogni modulo di RAM: se c’è
una sigla del tipo xxxx-yyyy-xx-xx-60 o 6 molto probabilmente quei moduli hanno
un timing rate di 60 ns. Se convivono due banchi, uno da 10 ns e l’altro da
60, entrambi viaggeranno alla velocità del più lento, quindi a
60 ns. Esistono inoltre anche delle memorie chiamate ECC. Queste si occupano
dlla salvaguardia e della correzione dei dati e vengono quindi solitamente installate
sui server di rete. Le nuove memorie vengono denominate PC 100. Tutti i banchi
di Ram che rispettano questo standard sono assicurati per supportare una velocità
di bus di 100 Mhz nei PII 350, 400 e 450 Mhz.

Connettori EIDE

Rivediamo la figura 1.

Possiamo notare nella parte inferiore della scheda madre in questione
alcuni connettori di colore nero. Uno serve per collegarvi il Floppy da 3,5″
(quello verticale), gli altri due disposti orizzontalmente sono i due connettori
EIDE. Questo ha due canali denominati Master (signore) e Slave (schiavo). su
ogni canale possono essere collegati fino a due componenti che supportano questo
standard quindi Hard Disk e lettori cd rom. Al contrario dell’ interfaccia SCSI,
il controller EIDE è presente su tutte le schede madri con socket 7.
In relazione ai connettori EIDE abbiamo da esaminare anche un altro importante
elemento: il PIO mode (Programmable Input Output). Questo è un protocollo
per la comunicazione tra scheda madre e periferiche. Esistono i PIO mode 1,
2, 3, 4 e 5 (che può essere utilizzato solo con schede madri eventi chipset
440LX o 430 TX o superiori e deve essere supportato dai componenti) . Il più
diffuso oggi è il 4 che permette un trasfert rate di 16,6 Mb/s. Oggi
i dischi fissi usano un protocollo ancora più evoluto l’ ULTRA DMA che
permette un transfer rate (teorico) di 33 Mb/s. L’ UDMA è una prerogativa
esclusiva dell’HD e della Mother Board se lo supporta. Quindi UDMA viene gestito
autonomamente dal Bios e non necessita di alcun driver. Lo dimostra il fatto
che Windows 95, in proprietà dell’HD, deseleziona la casella DMA: questo
perchè DMA è un protocollo inferiore a UDMA e quindi non conveniente
da utilizzare.



CPU (o processore)

Componente Hardware evidentemente fondamentale e visibile una volta tolto
il coperchio al case è il microprocessore.

Il sito nel quale viene alloggiata la CPU è detto socket. In questo
alloggiamento vengono inseriti i piedini di input/output del processore stesso.
Pertanto per ogni cpu è necessaria una scheda madre che lo supporti,
quindi anche con un socket in grado si comunicare con essa. Ecco una breve lista
dei socket e dei rispettivi processori supportati:

2 - 80486

3 - 80486 (100 o superiore)

4 - Pentium 66

5 - Pentium da 75 a 133

6 - Pentium 90/100

7 - Pentium (120 o superiore)

8 - Pentium Pro

Slot1 - Pentium2

Il socket 7 si differenzia dal 5 solo perche’ supporta moltipliche superiori
a 2 come per esempio 2.5, 3, 3.5.

Facciamo un po’ di chiarezza sul significato di moltipliche: la velocità
di ogni processore è data dal prodotto tra la velocità di bus
(quindi la frequenza con la quale il processore può comunicare con la
scheda madre) e un moltiplicatore.

La velocità di bus solitamente è di 66 Mhz, nei PII 350 o superiori
è di 100 mhz. Il valore si può modificare o attraverso dei jumper
presenti sulla piastra madre o via bios ( se supportato). La velocità
del bus PCI è metà della velocità di bus se questa è
sotto i 100 Mhz, altrimenti è di un terzo della stessa.

Il moltiplicatore moltiplica per x volte la velocità di bus. Questo può
essere aumentato o diminuito allo stesso modo della velocità del bus.

La prima scheda in questione è una ATX e, come si può
ben vedere, è una motherboard biprocessore con due slot one. La seconda
è una AT con socket 7. Probabilmente nel secondo caso, se quindi possedete
una scheda con socket 7, una volta aperto il case non vedrete a colpo d’ occhio
il processore. Questo accade perchè sopra di esso viene motata una ventolina.
Ciò accade anche nel caso dei PII. Quest’ ultimo infatti è solo
una sottile scheda: tutto il resto è occupato dalla ventolina di raffreddamento
e se c’è da un dissipatore (che serve appunto per dissipare il calore).
Prima di prendere in esame tutti i principali processori, è opportuno
puntualizzare il significato di memoria cache. Questa è un tipo di memoria
RAM molto veloce (solitamente con timing rate non superiore a 10 ns) e serve
per velocizzare la trasmisione dai dati tra memoria e processore. La memoria
cache può essere di pimo livello (sempre integrata sul processore e può
essere divisa in due, una per le istruzioni, l’altra per i dati) o di secondo
livello (a seconda del processore si può trovare sulla scheda madre e
viaggia alla velocità di bus o nel SEC della cpu).

Questa guida è stata scritta da: http://vene.dave.it

Internet - Delivery Status Notification, più chiarezza all’e-mail

Uncategorized March 31st, 2006

Quando un nostro messaggio di posta elettronica non viene consegnato al destinatario riceviamo un messaggio, spesso in lingua inglese, con allegato l’originale ed in più altre informazioni. Delivery Status Notification: significato dei vari messaggi di notifica, spiegazione, soluzione. MAILBOX FULL, BAD DESTINATION MAILBOX ADDRESS, ACTION: FAILED, ecc…….

Premessa

Di quando in quando, può succedere che una e-mail inviata a un indirizzo
possa non essere consegnata per qualche motivo tecnico: di questo ci notifica
il “postmaster“, ovvero il sistema addetto allo smistamento
della posta, una specie di “postino virtuale”, instancabile e sempre
attento. Il messaggio che riceviamo è spesso in lingua inglese e riporta,
in coda o come allegato, il nostro messaggio originale: sono i cosiddetti “Delivery
Status Notification
“. Ecco qui una lista di tutti gli eventi che possono
capitare.

Significato dei vari messaggi e soluzioni

Messaggio: “MAILBOX FULL”

Spiegazione: Ogni provider assegna un certo spazio
alla casella postale di ogni utente: quando questo limite viene superato, la
casella “trabocca di messaggi” e quelli nuovi vengono rifiutati.

Soluzione: Di solito si arriva a questa situazione
quando il vostro contatto ha cambiato indirizzo, abbandonando quello vecchio.
Se non avete un altro modo di contattare il vostro collega (telefono, icq, o
quant’altro) ed egli è stato così scortese da non notificarvi
il suo nuovo recapito, ritrovarlo è pressoché impossibile.

Messaggio: “” oppure “USER UNKNOWN”

Spiegazione: l’indirizzo postale a cui state inviando
i messaggi non esiste.

Soluzione: Controllate bene il nome del destinatario
(la parte prima di “@” nell’indirizzo) e fate bene attenzione ad utilizzare
il suffisso (.it, .com, .net) adatto. Ad esempio, se inviate un messaggio a
voglio_la_laurea@tin.it, il vostro postmaster vi risponderà così,
poiché “voglio_la_laurea” non è un utente registrato
(almeno, spero ;-))

Messaggio: “ROUTING SERVER FAILURE”

Spiegazione: Simile all’errore di prima, ma qui
è il dominio (la parte di indirizzo dopo “@”) ad essere sbagliato,
o non esistente

Soluzione: Otterrete questo errore, ad esempio,
se mandate un messaggio a viziato@viziatos.it (invece di viziato@viziato.it)
l’errore sta nella s finale del primio indirizzo: infatti il nome utente è
corretto, il dominio no. Ricontrollate l’indirizzo e risolverete il problema.

Messaggio: “RELAYING NOT ALLOWED”

Spiegazione: Non vi è permesso inviare la
vostra mail, indipendentemente dal destinatario. Questa limitazione appare sempre
più spesso da quando gli abbonamenti a Internet sono diventati gratuiti:
inizialmente era concepito per evitare il sovraccarico di questo o di quel server;
i vari provider concorrenti non permettevano l’uso del proprio server di posta
in uscita (smtp) a meno che non foste collegati specificatamente con il loro
abbonamento. Ultimamente, tale limitazione ha cambiato scopo, e mira a individuare
con maggiore precisione e velocità gli spammer.

Soluzione: Se ricevete questo messaggio, accertatevi
che l’abbonamento con cui siete on-line e le impostazioni del mailer siano dello
relativi allo stesso provider. Faccio un esempio: dovete inviare una mail con
un vostro indirizzo utente@viziato.it in questo caso se l’impostazione dell’SMTP
è mail.viziato.it allora dovete collegarvi con la connessione a internet
di viziato.it

Messaggio: “OTHER OR UNDEFINED PROTOCOL STATUS”
oppure “OTHER OR UNDEFINED MAIL SYSTEM STATUS” oppure “OTHER
OR UNDEFINED NETWORK OR ROUTING STATUS”

Spiegazione: E’ un errore estremamente raro e indica
una configurazione errata del server di posta in uscita.

Soluzione: attendete qualche ora e riprovate l’invio.
Se l’errore dovesse persistere, notificate l’errore al vostro provider.

Messaggio: “ACTION: FAILED”

Spiegazione: un messaggio davvero utile alla risoluzione
dei problemi, avvisa che si è verificato un problema non specificato
e che il messaggio non è stato consegnato.

Soluzione: attendete qualche ora e riprovate l’invio.
Se l’errore dovesse persistere, notificate al vostro provider.

Messaggio: “ACTION: DELIVERED”

Spiegazione: E’ una notifica specifica che potete
richiedere (tramite mailer) qual’ora abbiate la necessità di sapere con
sicurezza che il messaggio è stato consegnato alla casella postale del
destinatario. Notate che ciò non significa che il vostro interlocutore
abbia realmente scaricato/letto la missiva, ma solo un “ok” dal lato
tecnico.

Soluzione: non si tratta di un errore.

Messaggio: “ACTION: RELAYED”

Spiegazione: Il messaggio e’ stato ritrasmesso.

Soluzione: il messaggio sta saltellando di server
in server: se non ricevete altre notifiche, nessun problema, ma generalmente
al 20 salto (hop) vi verrà notificato un “ACTION: FAILED”

Messaggio: “DELIVERY TIME EXPIRED”

Spiegazione: Altro messaggio abbastanza raro, significa
che il server del ricevente non è riuscito a prendere in consegna il
messaggio nonostante il postmaster abbia tentato più volte.

Soluzione: di solito ciò significa che il
server del ricevente è down: riprovate in un paio d’ore, se il vostro
contatto non adotta una soluzione “fai-da-te” per la posta, tutto
dovrebbe essersi sistemato.

Messaggio: “MESSAGE TOO BIG”

Spiegazione: Significa che la capienza della casella
del ricevente non è tale da permettervi di inviargli tutte le canzoni
dell’ultimo album di Claudio di Rocco in formato non compresso.

Soluzione: “Spezzate” il file e inviatelo
in più parti, assicurandovi che il vostro contatto scarichi la posta
sul proprio disco prima di inviare il frammento successivo. La posta elettronica
è il mezzo meno indicato per trasferire file di grosse dimensioni: una
soluzione FTP è sicuramente più adatta.

Messaggio: “INVALID DOMAIN NAME SYNTAX”

Spiegazione: ogni indirizzo deve essere nella forma
“nomeutente@dominio.suffisso”, qualunque altra forma sarà rifiutata

Soluzione: controllate l’indirizzo del destinatario
e ri-inviate.

Presumo che non ci siano più altre notifiche, se così non fosse provate a chiedere a Bill Gates :-))

Masterizzare - AUTORUN. Far partire automaticamente un cd da noi masterizzato

Uncategorized March 31st, 2006

Vogliamo che il nostro cd masterizzato, un volta inserito nel pc, si avvii automaticamente? Fast Autorun, un software adatto allo scopo.

Quante volte abbiamo inserito un cd nel nostro computer con l’avvio automatico
dello stesso? Lo scopo di questo articolo è proprio quello di creare
un sistema con le stesse funzionalita del nostro cd masterizzato. Basta creare
un file di autorun per permettere l’esecuzione di programmi o altro file direttamente
all’inserimento del CD. Il file che vogliamo fare eseguire può essere
di qualsiasi tipo, con qualsiasi estensione: ad esempio se masterizziamo dei
file .html (pagine web) possiamo far partire all’inserimento del cd il file
home.html. Inoltre possiamo inserire una icona per farla visualizzare in risorse
del computer, ad esempio ho inserito un disco nel mio lettore, guardate l’icona

Finite le chiacchiere comincia il lavoro. La procedura sarà
di una semplicità assurda, grazie ad un software in lingua italiana e
freeware. Scarichaimo il programma installiamolo e lanciamolo (non dalla finestra).

Scarica
il software qui

Versione: Freware, 1.6

Compatibilità: Windows 98, Windows XP, Windows ME, Windows 95, Windows
2000, Windows NT

Lingua: Italiano

Sito produttore: http://www.matsoftware.cjb.net/

Autore del software: Mattia Campolese

Descrizione del programma

Questo semplice e pratico software e’ stato realizzato per tutti quelli
che sono soliti masterizzare cd di dati. Esso, infatti, crea - in pochi e semplici
passaggi - file di autorun i quali permetteranno l’esecuzione di programmi o
altro direttamente all’inserimento del cd. Grazie inoltre ad una pratica opzione
nel programma, potete fare in modo di far eseguire all’inserimento del cd ogni
tipo di file, come ad esempio pagine web o presentazioni! Se poi volete masterizzare
un cd nel formato ISO9660, il programma - attivando una opzione - fara’ in modo
che il file di autorun scriva il nome del file da eseguire (e quindi anche dell’
icona) nel formato standard 8.3 . Potete inoltre scegliere di far visualizzare
icone provenienti da file .ico oppure icone contenute in file eseguibili e/o
librerie! Inoltre e’ stata aggiunta la possibilita’ di creare il menu che appare
alla pressione del tasto destro sull’icona del cd e si puo’ ottenere un’anteprima
grafica di cosa verra’ visualizzato in Risorse del Computer una volta masterizzato
il cd. In questa ultima versione sono stati corretti alcuni fastidiosi bug.
Ora il programma e’ stabile e perfettamente funzionante.

Lanciato il software, cominciamo a scegliere il file che vogliamo eseguirsi
all’inserimento del cd (ricordo che può essere di qualsiasi estensione).
Clicchiamo nella parte dove c’è la freccia del mouse (foto giù)

cerchiamo il file e selezioniamolo, ad esempio un file .exe

Adesso cerchiamo (se vogliamo) il file .ico (l’immagine icona)
con lo stesso procedimento di cui sopra

Scelto il file da eseguirsi all’avvio del cd che masterizziamo
e l’icona da visualizzarsi in risorse del computer, sceglaimo la cartella dove
salvare il file autorun (file che poi andremo a masterizzare insieme agli altri
dati). Sempre con lo stesso procedimento di cui sopra, scegliamo la cartella
di destinazione. Ecco il risultato.

Per finire dobbiamo scegliere la cartella all’interno del cd da
masterizzare nella quale è contenuto il file che abbiamo scelto di eseguire.
Se il file da eseguire si trova nella cartella principale possiamo lasciare
questo campo così come si trova

Adesso clicchiamo su CREA. Se tutto è andato bene ci ritroviamo
con una finestra di conferma della creazione del file autorun.inf

Andiamo a cercare nella cartella di destinazione il file autorun.inf
(ecco io l’ho trovato :-) )

Questo file lo dobbiamo masterizzare insieme agli altri file del
cd che vogliamo creare. Masterizzato il tutto, ci accorgeremo che all’inserimento
del cd nell’apposita unità verrà avviato il file da noi scelto.

Ultima nota: nella guida del software (file leggimi.txt) ci sono
scritte le altre opzioni.

Abbiamo finito. Un programma semplicissimo e molto utile.

Buona autorunniata :-)

Software - Utenti Desktop Remoto. Uso il tuo PC a chilometri di distanza

Uncategorized March 31st, 2006

Come funziona il Desktop Remoto di windows XP. Come entrare nel computer di casa da qualsiasi parte del mondo. Come fare usare il nostro PC ad un amico o collega…..ovunque si trovi, in ufficio, in vacanza, ecc… Potrebbe essere utile anche per coloro che fanno assistenza, infatti in questo modo possono entrare nel computer del cliente e controllare il tutto. Un articolo da non perdere !!

Premessa

Grazie al nuovo sistema operativo Windows XP è possibile usufruire
di una funzione che ci permette di vedere, controllare ed usare il proprio computer
ovunque ci si trovi.

Importante passo preliminare

Per poter procedere con l’articolo è necessario controllare che nel
proprio sistema operativo windows XP sia installato IIS, cioè Internet
Information Service. Quindi andiamo su Pannello di controllo / Installazioni
Appliocazioni / Installazioni Componenti di Windows / Internet Information Service.
Per essere più chiari, se il componente è selezionato con il segno
di spunta, significa che è installato. Diversamente selezioniamolo e
andiamo avanti per installarlo (in questo caso teniamoci pronti ad inserire
il disco di Windows XP)

Diversamente selezioniamolo e andiamo avanti per installarlo (in
questo caso teniamoci pronti ad inserire il disco di Windows XP)

Verifica del PC server

Per primissima cosa dobbiamo vedere se un certro componente di Windows XP è
installato nel proprio PC. Andiamo nel pannello di controllo e nel caso in cui
ci troviamo in un’altra modalità, passiamio in “Passa alla visualizzazione
classica”

ora facciamo doppio clic del mouse sull’icona Sistema

nella schermata successiva spostiamoci in Connessione Remota

Ora spuntiamo la casella “Consenti agli utenti di connettersi
a questo computer in remoto” (necessaria per avviare la connessione in
remoto del nostro computer).

sempre nella stessa finestra, clicchiamo su Seleziona utenti remoti

Adesso dalla schermata successiva dobbiamo impostare i permessi
solo per chi avrà diritto di operare o entrare sul nostro PC. Quindi
in questa schermata Utenti desktop remoto, aggiungiamo gli username abilitati

Prima di fare confusione

Prima di confonderci spiego una cosa importante. Per poter lavorare in remoto
occorre possedere un account utente o sul sistema operativo a cui si accederà
o nel dominio di cui fa parte. In parole semplici se nel vostro computer appare
la schermata come quella di cui sopra (vuota, senza utenti), cliccate su Account
Utente e createne uno nuovo (seguite la procedura, è molto semplice).

Io l’ho creato come amministratore con il nome prova

Ritorniamo a Utenti desktop remoto

A questo punto ritorniamo su Utenti desktop remoto, clicchiamo su aggiungi

nella schernmata successiva inseriamo il nome del account creato.
Nel mio specifico caso con il nome prova

clicchiamo su Controlla nomi

ecco il mio percorso (XP è il nome del mio computer sul
quale sto lavorando, prova è l’account che ho creato)

clicchiamio su OK ed eccolo qui

Clicchiamio su OK, Applica e passiamo al passo successivo.

Avviare il PC client

Adesso lasciamo il computer collegato a internet e andiamo in un altro computer,
quello dell’ufficio o di un amico e apriamo il Browser (Internet Explorer versione
5.5 in poi) e colleghiamoci a internet. Scriviamo l’indirizzo web con il nome
del proprio PC (nel mio caso XP) e poi sbarra tsweb (come nella figura giù)

Se tutto è andato bene visualizzerai una pagina web “Connessione
Web desktop remoto”

Adesso inseriamo il nome del tuo PC, spuntiamo Invia informazioni
di accesso per la connessione e inseriamo il nome utente e password (l’account
che ho creato con il nome prova, ha una password).

Premiamo il pulsante Connetti.

Adesso spunterà una schermata che ci chiede di installare
il Terminal control (solo se è la prima volta che utilizziamo la funzione
desktop remoto).

Se tutto è andato nel verso giusto ti verrà mostrata
la schermata di accesso al sistema. Inserisci nel campo nome un username valido
e la password (ogni utente nel sistema windows XP per accedere deve possedere
un nome diverso).

Come nome utente inserisco il nome prova (l’account che ho creato
all’inizio) e la password (se te la dico entri nel mio pc :-))

Appena entrato ………………con grande sorpresa ti ritroverai
con il computer di casa !!

Considerazioni finali

Questa funzione di windows XP è molto utile e interessante per mille
motivi. Potrebbe essere utile anche per coloro che fanno assistenza, infatti
in questo modo possono entrare nel computer del cliente e controllare il tutto.
Oppure potrebbe essere utile per il proprio lavoro o per aiutare un amico……………
insomma è una cosa da utente viziato :-))

blank